Conti correnti: quanti se ne possono avere per vivere meglio?

Al giorno d'oggi è importante avere più di un conto corrente per tutelare i propri guadagni. Ecco quanti sono consigliati e perché.

Affari

Al giorno d’oggi le famiglie italiane a causa della crisi economica sono diventate senza dubbio più attente al bilancio domestico, presentano molto attenzione sia alle entrate che alle uscite dal proprio portafoglio. La verità però è che risulta sempre più difficile tenere sotto controllo il proprio conto corrente. L’obiettivo degli italiani è quello di risparmiare, per questo spesso si interrogano su quale sia il miglior conto corrente del momento e quali sono i modi per tutelare i propri guadagni.

Ma cos’è il conto corrente? Per chi non se ne intende, cominciamo a ricordare di cosa si tratta. Il conto corrente, o spesso abbreviato come C/C è un importante strumento finanziario, fornito dalle banche che ci permette di svolgere diverse operazioni quali: ricevere lo stipendio, ricevere la pensione, gestire i propri guadagni, effettuare pagamenti o fare eventuali investimenti. In ogni caso l’apertura di un secondo conto corrente è il modo migliore per tutelarsi.

Conto corrente - Foto di Pixabay/Pexels.com
Conto corrente – Foto di Pixabay/Pexels.com

Perché il conto corrente è conveniente

La Legge per fortuna non ci pone limiti su quanti C/C attivi è possibile avere. Tuttavia, la domanda è: “quanti conti correnti è meglio avere al giorno d’oggi per vivere sereni ed evitare debiti?” Per far quadrare tutti i conti, servirebbero massimo 3 conti. Due conti correnti più un conto deposito, assegnando ad ognuno un compito specifico.

Il primo conto corrente dovrebbe servire per far confluire tutte le entrate, sia quelle principali che non. Quindi parliamo dello stipendio, della pensione, di una vendita o ancora di un guadagno extra. Sempre in questo conto andrebbero domiciliate le spesse fisse quindi, troviamo la rata dell’affitto o del mutuo, il condomino, la luce, il gas, l’acqua, la rata della macchina o dei mobili, l’abbonamento in palestra, ecc.

Il secondo conto corrente ha dei tratti salienti ben distinti. Prima di tutto deve essere a canone zero, potrebbe andare bene anche online. In questo conto vengono gestite le spese variabili mensili. Per questo deve essere munito di carta di credito. Funziona come una sorta di budget mensile che ci permette di sopportare le uscite che non rientrano in quelle fisse.

Il terzo e ultimo conto, quello deposito funge da cuscinetto di liquidità, da incrementare ogni primo del mese al pari del conto con la carta di credito. Inoltre, questo conto deve prevedere anche la possibilità di disinvestire anzitempo, all’occorrenza, al sorgere di un imprevisto. In ogni caso per questo conto è vietato avere grosse aspettative, perché in genere non si supera l’1-2% lordo.

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